Storia

Il villaggio San Pietro seguì le vicende amministrative della vicina
Tiriolo fino a tutto il Settecento, ottenne la sua autonomia e fu elevato a Comune con la Legge n. 14 del 19 gennaio 1807 con la denominazione di "San Pietro di Tiriolo", e inserito nella giurisdizione di Calabria Ulteriore.
Il 4 maggio 1811 il Comune assunse la denominazione di "San Pietro": il che testimonia del processo di separazione da Tiriolo che rimaneva, comunque, il capoluogo del circondario.
La Legge portante la circoscrizione amministrativa delle Provincie del Regno di Napoli (n. 360 del I maggio 1816), trasferì il Comune di San Pietro, con i suoi 1992 abitanti, dal circondario di Tiriolo a quello di Gimigliano, e dalla Provincia di Calabria Ultra alla nuova Provincia di Calabria Ultra Seconda (Catanzaro). L'episodio più noto della storia di San Pietro Apostolo è costituito dalla sosta di Giuseppe Garibaldi durante la notte dal 28 al 29 agosto 1860.
Il condottiero della Spedizione dei Mille, proveniente da Maida, fece tappa a San Pietro e precisamente fu ospite graditissimo nel Palazzo Tomaino dove, con i suoi più stretti collaboratori, fece il punto della situazione e programmò le imminenti operazioni che gli avrebbero aperto la via per Napoli; nella stessa notte Francesco Stocco, con pochi uomini, che avevano però acceso numerosi fuochi posti bene in vista sulle alture circostanti, induceva alla resa i 10.000 uomini comandati dal Generale Ghio ed accampati a Soveria Mannelli.
La permanenza di Garibaldi è attestata da due lapidi poste nel Palazzo Tomaino il 1887 ed il 1961.
Due sono i palazzi signorili nel centro storico sampietrese: il citato palazzo Tomaino ed il Palazzo Mazza, ripetutamente preso di mira dai briganti e che conserva i sistemi protettivi tra cui due fori per buttare l'olio bollente contro gli aggressori che tentavano di sfondare il portone.
Nell'economia di San Pietro, nel corso dell'Ottocento un ruolo importante hanno avuto la raccolta e la lavorazione della ginestra che, macerata nel sottostante fiume Amato, offriva una fibra utilizzata dalle filatrici locali per la produzione dei tessuti. Molto diffuso era anche l'allevamento del baco da seta, alimentato dalle foglie di gelso bianco presente sul territorio.
La seta prodotta veniva quasi tutta lavorata sul posto e in larga parte era commercializzata a Catanzaro, a Nicastro e anche nella vicina Serrastretta.

Comune di San Pietro Apostolo

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